Sovrano, Dinastico
Ordo Monasticus Templarum
“Cavalieri del Tempio di Salomone“
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CHIESA CATTOLICA APOSTOLICA ASSIRO - CALDEAcon BOLLA EPISCOPALE "DUX
REGIS" Per Sua grazia Esarca, Primate d’
Italia e d’Europa occidentale della Chiesa Cattolica Apostolica Assiro
Caldea In virtù delle Sovrane Prerogative e tenuta Consulta con i Venerabili Fratelli di Santa Madre Chiesa Cattolica ed Apostolica, riconoscendo
in S.A.S. Don Oreste
Palamara il legittimo
discendete del ramo maggiorasco della Dinastia d’Altavilla i cui
rappresentati
dominarono gran parte del mondo civile e furono
anche Principi di Antiochia e Re di Gerusalemme
oltre
che Re di Sicilia,
Napoli
e
Normandia, Principi di Benevento, Taranto, Salerno e Bari, Duchi di
Calabria, Puglie, Bari e Capua, Conti di Palermo, Lecce e Taranto, Signori
della Palmara; e che
lo stesso, da Casate munite di indiscussi Jus Sanguinis e Fons Honorum, è
stato riconosciuto de jure Conte di Altavilla Milicea; Duca di Gallipoli,
Signore delle Terre delle Palmare, Barone di Santa Cruz; Visconte di
Valladolid; Gran Crux Meriti delle Comitali Case Sovrane di Oroszlany,
Carrillo e Colchado; Consigliere Aulico del Ducato di Sarkad e dei
Marchesati di San Silvestro e Araciel; Ambasciatore at Large delle
Casate Degaron Alcalà, Arana, Von Drossedorf e Jorbalan;
Marchese di Sant’Angelo di Alife; Croce Benemerita Familiare” di I° Classe
di Giustizia della Sovrana Casa dei Drengot Quarrel, con cingolo d’oro;
Consigliere Aulico della Casa Principesca di Capua e della Contea di
Aversa; Ambasciatore at Large delle Contee di Caiazzo, di
Telese, di Ariano e di Sant’Agata dei Goti; Crux Meriti dell’
Ecclesia Orthodoxa Assiro Caldea in Europa Occidentale; Collare
dell’
Annunziata; Ministro Plenipotenziario du Parlement des
Chevaliers de la Croix; Ministro Guardasigilli e Senatore del Regno di
Epiro in esilio ; Conseiller aulique de la Maison Princière de Déols
et Ducale de la Chastre, Delégué spécial du Centre d’ Etudes et
d’Action Oecuméniques, Conseiller Magistral de l’Alliance Internationale
de la Chevalerie Chrétienne; nonchè
Capo di Nome e d’ Arme della Casa Comitale
Palamara
Sovrano, Dinastico Ordo Monasticus Templarum
“Cavalieri
del Tempio di Salomone“ presso l’ Ostello dei Cavalieri,
eretto sulla spiaggia di Sicilia, in cui il Gran Conte Ruggero I
d’Altavilla pose il primo piede, iniziando la coquista del Regno di
Sicilia. Allo scopo di meglio difendere la Fede con ogni amore e slancio
a
lode di Dio
Onnipotente, del Nostro Signore Gesù Cristo, di Maria Santissima
nonché ad Onore e Gloria della Sede Apostolica Assiro-Caldea e per
i diletti Fratelli Cristiani sparsi per il mondo,
nomina S.A.S. Don Oreste Palamara
DUX REGIS dello stesso Ordine, con l’ appellativo di Sua Altezza Reale, conferendo al titolo la qualità di ereditarietà a vita ai discendenti della Sua Famiglia, riconosciuta dalla Chiesa quale autentica Dinastia dei d’Altavilla, Re di Sicilia e Gerusalemme. Inoltre, per riaffermare l’antica sovranità della Sua
Famiglia in Terrasanta, la Sua
universalità, il Suo ecumenismo ed in virtù dei Suoi
diritti dinastici, cioè quelli di premiare ed onorare il merito e la
carità, riconosce i Lui, come pure nei Suoi Successori in perpetuo, la
potestà di creare: Principi Gran Maestri del Suo Sovrano Ordine Dinastico
Familiare, Duchi, Marchesi, Conti, Visconti, Nobili e Baroni col titolo
(predicato) di città, luoghi e castelli di Sicilia e dell’Impero Romano
d’Occidente; di creare: Cavalieri aurati, inargentati “all’orato= alloro”,
con titoli di Santi. Per espressa volontà del Dux Regis,
intendendo onorare un Grande Normanno, discendente da un ramo collaterale
della Dinastia dei d’Altavilla, i Baroni di Sant’Andrea dei Normanni, che
dal lontano anno 1061 furono sempre a fianco, in armi ed in
governo, della Nobile Casata dei d’Altavilla, dividendo sempre gioie,
conquiste, tributo di caduti e onori, dedicandosi sempre reciprocamente
stima e rispetto, fino, talvolta, ad imparentarsi nei rami collaterali e
fino a pagare caramente il loro affetto per i d’Altavilla, subendo,
insieme agli altri Nobili, atroci rappresaglie e torture per volontà di
Enrico VI, che comunque riesce a farsi incoronare Re di Sicilia col
consenso, obtorto collo, pure di Guglielmo III, che si rifugia con la
madre nel Castello di Caltabellotta. Successivamente, accusato di
capeggiare una congiura contro Enrico VI, fu da questi tradotto in
Germania, come prigioniero, dove morì abbacinato. Il di lui padre,
Tancredi, Re di Sicilia, come è trascritto negli archivi storico araldici
dei Baroni di Sant’Andrea dei Normanni, prima di prendere in moglie la
Nobile Sibilla, viveva, more uxorio, con una giovane Dama, Signora delle
Palmare, dalla quale aveva avuto un figlio naturale a cui era stato
imposto il nome di Riccardo e che in seguito fu infeudato delle terre da
cui discende il ramo dei Palamara. Ciò dal 1197, in persona di
Tancredi e Riccardo. Successivamente di Guglielmo, Giustiziere per
Federico II Imperatore (1236); Bertrando, Giustiziere di
Principato (1322); Roberto, Vicario del Regno; e molti altri che
illustrarono questa Famiglia, sempre vicini, nella buona e nella cattiva
sorte ai Baroni di Sant’Andrea, fino ai nostri giorni. Ciò storicamente ricordato,
confermato e sancito, in
forza dell' Apostolica autorità di
Sua Beatitudine Adeodato
Leopoldo Mancini Vescovo, servo dei servi di
Dio. Esarca, Primate d’ Italia e d’Europa occidentale della Chiesa Cattolica Apostolica Assiro Caldea - Marchese di Ausignano viene nominato quale primo
Principe Reggente, Gran Maestro del Sovrano, Dinastico Ordo Monasticus Templarum
“Cavalieri
del Tempio di Salomone“ S. E. Don Francesco Salvo Pirandello Dei Nicolaci di Barcellona Pozzo Di Gotto, Conti, Baroni di Santa Maria della Pietra, dei Principi di Villadorata, Baroni di Bonfatà, Baroni di Ogliastro, Baroni di Padro, Signori di Pirato, Signori di Capopassero, Priore della Confraternita di Sant' Andrea di Normanni di Sicilia, G. M des Chevaliers Elus de l’UniverseA nessuna persona è lecito, Ecclesiastica o Laica che sia e qualunque sia la sua dignità, media, grande o piccola, rompere o, con temerario ardire, violare questa pagina della Storia, sancita con Bolla Episcopale Dux
Regis
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